Tormalina: un nome per mille colori
Esistono tormaline di tutti i colori, e il nome lo dice: viene dal singalese, la lingua dello Sri Lanka, turmali, «pietra dai molti colori». Il colore dominante dipende dagli elementi chimici che la compongono, perché la tormalina è una famiglia di borosilicati in cui si inseriscono ferro, magnesio o litio.
Ogni tinta ha il suo nome: sciorlo per la nera, la più diffusa; rubellite per la rosa e la rossa; verdelite per la verde; indicolite per la blu. Alcuni cristalli cambiano colore da un’estremità all’altra, e la tormalina «anguria» mostra, in sezione, un cuore rosa cerchiato di verde.
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Una pietra che attira: da Teofrasto ai mercanti olandesi
La tormalina ha una proprietà sorprendente: scaldata o strofinata, si carica di elettricità e attira le piccole particelle. La si accosta spesso al lincurio descritto dal filosofo greco Teofrasto nel IV secolo a.C., capace di attirare la paglia. Nel Settecento i mercanti olandesi la chiamavano «aschentrekker», la tira-cenere, perché puliva le loro pipe. Nell’antichità la si usava anche per combattere le forze demoniache e proteggersi dai pericoli.
È la pietra di nascita dei nati in ottobre, insieme all’opale.
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