Quali sono le origini del Día de los Muertos?
Le sue radici affondano nel Messico precedente alla conquista. Il calendario solare dei Mexica contava diciotto «mesi» di venti giorni, e due di essi, alla fine dell'estate, erano dedicati ai morti: la piccola e poi la grande festa dei morti (Miccailhuitontli e Hueymiccailhuitl). Si offrivano fiori e cibo, e si chiamavano i defunti dai tetti delle case.
Queste feste onoravano Mictlantecuhtli e Mictecacíhuatl, la coppia che regnava sul Mictlan, il mondo dei morti. Nel XVI secolo gli spagnoli portarono Ognissanti e la Commemorazione dei defunti, e i due mondi si mescolarono invece di cancellarsi. Il Día de los Muertos è nato da questo incontro.
👉 Oggi è un tesoro condiviso: la festa indigena dedicata ai morti, proclamata dall'UNESCO nel 2003, è iscritta dal 2008 nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità.
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Perché il Día de los Muertos si festeggia il 1° e il 2 novembre?
Le date vengono dal calendario cristiano: Ognissanti, fissato al 1° novembre nell'VIII secolo, e la Commemorazione dei defunti del 2 novembre, diffusa dall'abbazia di Cluny intorno all'anno Mille. In Messico hanno preso un senso tutto loro:
Il 1° novembre
Giorno degli angelitos: le anime dei bambini arrivano per prime. Si offrono loro latte, dolci, giocattoli, fiori e candele bianche.
Il 2 novembre
Giorno degli adulti, più solenne: i loro piatti e le bevande preferite, le loro foto e gli oggetti che amavano riempiono l'altare.
Secondo la tradizione, le porte dell'aldilà si aprono a mezzanotte, nella notte del 31 ottobre. Halloween, invece, discende da Samhain, la festa celtica della fine dei raccolti: l'una tiene lontani gli spiriti, l'altra li invita a tavola.
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