14 superstizioni nel mondo
Ogni cultura ha i suoi gesti protettivi e i suoi divieti. Giro del mondo dei più diffusi:
Il nazar
Turchia
Questo piccolo occhio blu allontana il malocchio, lo sguardo invidioso che può nuocere alle persone e ai beni. Si appende all’ingresso delle case, ai vestitini dei neonati, perfino allo specchietto dell’auto.
Mai porgere le forbici
Turchia
Passare le forbici di mano in mano provocherebbe un litigio: si appoggiano, e l’altro le prende.
Il kurşun dökme
Turchia
Piombo fuso versato in una ciotola d’acqua sopra la testa: le sue forme si leggono, e il rito toglie le energie negative. Si pratica ancora in tutta l’Anatolia.
Toccare legno
Europa
I popoli antichi credevano che gli alberi, la quercia soprattutto, ospitassero spiriti protettori: bussare sul legno allontana la sfortuna dopo una parola troppo sicura. In Italia si preferisce toccare ferro.
I 12 chicchi d’uva
Spagna
Il 31 dicembre si mangia un acino a ogni rintocco della mezzanotte: un mese di fortuna per ogni chicco.
Il numero 17
Italia
In numeri romani, XVII è l’anagramma di VIXI, «ho vissuto»: da noi è il 17, e non il 13, a portare sfortuna.
Il numero 4
Giappone
Si pronuncia shi, come la parola «morte»: molti palazzi non hanno il quarto piano.
Il numero 8
Cina
Il suo nome suona come «prosperità»: l’8 è così ricercato che i Giochi di Pechino si sono aperti l’8/8/2008 alle 20:08.
Sedersi prima di partire
Russia
Prima di un viaggio, tutta la famiglia si siede un istante in silenzio sulle valigie: il viaggio sarà sicuro e il ritorno felice.
Niente auguri in anticipo
Germania
Festeggiare un compleanno prima del giorno giusto attira la sfortuna: si aspetta la mezzanotte in punto.
La borsa per terra
Brasile
Appoggiare la borsa sul pavimento fa scappare i soldi: la si appende o la si tiene sulle ginocchia.
Il bouquet della sposa
Europa
Nel Medioevo si strappava l’abito della sposa, portatore di fortuna; l’usanza è diventata il bouquet lanciato alle nubili. Chi lo prende si sposa entro l’anno.
Il desiderio alla stella cadente
Antichità
Per Tolomeo, una stella cadente segnalava che un dio guardava la Terra: il desiderio espresso in quell’istante veniva esaudito.
La moneta nella fontana
Roma e i Celti
Gettare una moneta nell’acqua placava gli dei; oggi lo si fa per fortuna, o per essere sicuri di tornare, come alla Fontana di Trevi.
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Che cos’è una superstizione?
La parola viene dal latino superstitio, «ciò che sta sopra»: una credenza che sopravvive, tramandata di generazione in generazione, ben oltre ciò che l’ha fatta nascere.
Le superstizioni riflettono il timore e la curiosità dell’essere umano davanti all’ignoto. Ogni popolo ha le sue, ma molte hanno viaggiato: alcune nate a Roma o presso i Celti si praticano oggi in tutti i continenti.
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