Yin e Yang: le sue origini
La storia dello yin e dello yang è antica e in parte misteriosa. La filosofia che li sostiene si sviluppa con il pensatore cinese Zou Yan, nel III secolo prima della nostra era, figura della «scuola dello yin e dello yang».
Ha segnato profondamente il taoismo, ma anche le arti e le scienze della Cina: compare in uno dei più antichi testi cinesi, lo Huangdi Nei Jing. Il disegno che conosciamo, il taijitu, ne è diventato l’emblema universale.
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Un simbolo di armonia
Lo yin e lo yang formano un cerchio diviso in due: una metà nera con un punto bianco e una metà bianca con un punto nero. Il simbolo si comprende solo nella sua interezza: il cerchio, le due metà e i due punti.
Il cerchio simboleggia l’Universo, mosso da forze contrarie che, opponendosi, lo fanno evolvere: il moto perpetuo del mondo. Lo yin e lo yang sono una saggezza della vita in movimento.
Le due metà sono due parti dello stesso tutto, che si intrecciano e si trasformano l’una nell’altra. I due punti ricordano che nulla è mai tutto nero o tutto bianco: c’è sempre yin nello yang, e yang nello yin.
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