Il loto nel buddhismo, simbolo di espansione spirituale
Sapevi che il Buddha non era né un dio né una leggenda? Era un essere umano di nome Siddhartha Gautama, e la sua storia è direttamente legata al loto. Si racconta che, prima di diventare il Buddha, Siddhartha fece sette passi sulla terra e a ognuno sbocciò un fiore di loto: ogni fiore rappresenta una tappa dell’evoluzione spirituale. Per questo il Buddha è così spesso raffigurato in meditazione, seduto su un loto.
L’apertura del fiore rappresenta anche l’espansione della vita spirituale: i petali possono essere chiusi o del tutto aperti, a seconda della tappa di evoluzione spirituale di ciascuno.
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Per gli induisti, simbolo di armonia tra i quattro elementi
Secondo le credenze induiste, quattro fratelli sedevano vicino a un albero chiacchierando: il fuoco, la terra, l’acqua e l’aria. I loro compiti quotidiani li tenevano occupati e i momenti insieme erano rari. Volendo immortalare quell’istante, decisero di lasciare un ricordo del loro incontro, qualcosa che portasse l’essenza del contributo di ogni elemento all’armonia del mondo.
Guardando verso il lago, concepirono una pianta con le radici nella terra, che sarebbe cresciuta nell’acqua e fiorita nell’aria. Il fuoco completò l’opera offrendo il calore del sole, che la nutrì e la fece fiorire: così nacque il loto.
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