Origini del granato: dall’antichità ai giorni nostri
È il suo rosso intenso ad aver dato il nome al granato: in latino granatum indica la melagrana, di cui la pietra ricorda i chicchi. Il suo uso risale all’antico Egitto: gli archeologi hanno ritrovato collane di faraoni incastonate di granati, mentre i Romani lo usavano per sigillare i documenti importanti.
Oggi i suoi giacimenti sono abbondanti, in Gran Bretagna, Tanzania, India, Madagascar, Russia, Mali, Canada e Brasile. Il granato è anche la pietra di nascita del mese di gennaio.
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Storia del granato: la pietra dei guerrieri
Compare nei testi religiosi: secondo una tradizione, la lanterna che illuminò Noè nelle tenebre era fatta di granato. Ma non era apprezzato solo per la sua bellezza: pur somigliando al rubino, era meno raro e molto resistente, tanto che a Roma, in Grecia e in Egitto lo si usava per incidere altre pietre.
Nel Medioevo i crociati ne ornavano le armature per proteggersi e darsi coraggio. Nell’Ottocento, si racconta che combattenti del Kashmir usarono proiettili di granato contro le truppe britanniche. E i Vichinghi lo ponevano nei riti funebri, per guidare i morti verso il Valhalla.
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